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• 1. Veja na página da CNBB: Notícias sobre o Papa Bento XVI. • 2. Campanha da Fraternidade: Palavras do Santo Padre Bento XVI a Dom Geraldo Magela. • 3. Justiça e Caridade: são dois aspectos inseparáveis do único impenho social do cristão. • 4. Vaticano anunciará no dia 24/02/2006 o XII Congresso Geral Internacional sobre os direitos a vida. • 5. Nossos estudantes (Teologia e Filosofia) em São Roque: Encontro para convivência e formação. • 6. Discurso do Santo Padre aos Consagrados: Religiosos(as) Leigos(as) e Institutos Seculares. • 7. Oração do Santo Padre na Solenidade de Imaculada Conceição de Maria, o Santo Padre faz a seguinte oração> • 8. Indulgência no dia 8 de dezembro: Solenidade de Imaculada Conceição de Maria. • 9. Santa Sé Publica Instrução que não permite ordenação de homossexuais Vaticano, 29-11-2005 • 10. Declaração do Cardeal Grocholewski: Texto do vaticano não discrimina, só precisa os requisitos . . . • 11. Vaticano divulga oficialmente documento sobre homossexuais: Comentário de Philip Pullella (Reuters) • 12. Notícias da Província: Conselho Plenário da Província São José • 13. Nota de Falecimento: Tereza Margarida do Coração de Maria • 14. Nota de Falecimento: Bispo. D. Ávila, Geraldo do Eepírito Santo | |||||||||||||||
Confira na página oficial da CNBB. Confira os diversos acontecimentos já sucedidos com o nosso Santo Padre, o Papa Bento XVI, na sua trajetória como Sumo Pontífice da Igreja Católica desde a sua elevação ao Pontificado. Visite a página e confira: Click Aqui Voltar ao Topo da Página
CAMPAÑA DE FRATERNIDAD EN BRASIL: LOS DISCAPACITADOS CIUDAD DEL VATICANO, 7 MAR 2006 (VIS).-Con motivo de la Campaña Anual de Fraternidad promovida por la Iglesia brasileña en el tiempo litúrgico de la Cuaresma, Benedicto XVI ha enviado un mensaje al cardenal Geraldo Majella Agnelo, arzobispo de Sao Salvador da Bahia y presidente de la Conferencia Nacional de los Obispos de Brasil. En el mensaje, escrito en portugués, el Papa afirma que el tema de este año, "Fraternidad y personas con discapacidad", asume "un carácter de reflexión y de estímulo para renovar con mayor fuerza el mandamiento de la caridad, especialmente hacia los discapacitados". "No se trata únicamente -continúa el Santo Padre- de una actitud de ternura y de consuelo, sino de que estos hermanos y hermanas nuestros en Cristo se integren totalmente en la sociedad". Benedicto XVI afirma que "aun cuando la persona discapacitada esté herida en la mente o en sus capacidades sensoriales e intelectivas, es un sujeto plenamente humano, con los derechos sagrados e inalienables propios de toda criatura humana. El ser humano, independientemente de las condiciones en que se desenvuelve su vida y de las capacidades que puede expresar, posee una dignidad única y un valor singular desde el inicio de su existencia hasta el momento de la muerte natural". El Papa subraya que "asumir la dignidad querida por Dios, propia de esta vida, exige actuaciones a veces heroicas y dignas del premio eterno, no solo por parte de los que padece estos sufrimientos, sino también de quienes ayudan a los más necesitados". Para ver original em Espanhol: Click Aqui Voltar ao Topo da Página
Giustizia e carità sono "i due aspetti inseparabili dell'unico impegno sociale del cristiano": lo ha ribadito Benedetto XVI nel discorso rivolto ai Soci dell'Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (U.C.I.D.), ricevuti in udienza nella mattina di sabato 4 marzo, nell'Aula Paolo VI. Questi sono i punti nodali del discorso pronunciato dal Santo Padre: "Il cristiano è chiamato a cercare sempre la giustizia, ma porta in sé la spinta dell'amore, che va oltre la stessa giustizia. Il cammino compiuto dai laici cristiani, dalla metà dell'Ottocento ad oggi, li ha condotti alla consapevolezza che le opere di carità non debbono sostituirsi all'impegno per la giustizia sociale. La dottrina sociale della Chiesa e soprattutto l'azione di tante aggregazioni di ispirazione cristiana, come la vostra, dimostrano quanta strada abbia compiuto la Comunità ecclesiale su questo argomento"; "Ai fedeli laici, in modo particolare, compete di operare per un giusto ordine nella società, partecipando in prima persona alla vita pubblica, cooperando con gli altri cittadini sotto la loro personale responsabilità. Proprio nel fare questo essi sono animati dalla "carità sociale", che li rende attenti alle persone in quanto persone, alle situazioni di maggiore difficoltà e solitudine, ed anche ai bisogni non materiali"; "Due anni fa, grazie al Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, è stato pubblicato il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa. Si tratta di uno strumento formativo quanto mai utile per tutti coloro che intendono lasciarsi guidare dal Vangelo nella loro attività lavorativa e professionale. Sono certo che esso sia stato oggetto di attento esame anche da parte vostra ed auspico che, per ciascuno di voi e per le sezioni locali dell'UCID, diventi un punto di riferimento costante nell'esaminare le questioni, nell'elaborare i progetti, nel cercare le soluzioni per i complessi problemi del mondo del lavoro e dell'economia. In effetti, è proprio in questo ambito che voi realizzate una parte irrinunciabile della vostra missione di laici cristiani, e quindi del vostro cammino di santificazione"; "Ho apprezzato il proposito di valorizzare ogni persona per quello che è e che può dare, secondo i suoi talenti, rifuggendo da ogni forma di sfruttamento; come pure l'importanza riconosciuta alla famiglia e alla responsabilità personale. Si tratta di valori che purtroppo, anche a causa delle attuali difficoltà economiche, rischiano spesso di non essere seguiti dagli imprenditori che sono privi di solida ispirazione morale. Per questo è indispensabile l'apporto di quanti la attingono dalla loro formazione cristiana, che a maggior ragione non va mai data per scontata, ma sempre deve essere alimentata e rinnovata"; "Tra pochi giorni celebreremo la solennità di san Giuseppe, Patrono dei lavoratori. Sicuramente nella storia della vostra Associazione la sua venerazione è stata sempre presente. Da parte mia, che ne porto anche il nome, sono lieto oggi di potervelo indicare non solo quale celeste protettore e intercessore per ogni benemerita iniziativa, ma prima ancora come confidente della vostra preghiera, del vostro impegno ordinario, certamente costellato di soddisfazioni e di delusioni, della vostra quotidiana e, direi, tenace ricerca della giustizia di Dio nelle cose umane". (©L'Osservatore Romano - 5 Marzo 2006) Obs.: o Link do referido texto foi tirado do site. . . (?) Voltar ao Topo da Página
Na sexta feira, 24 de fevereiro de 2006, as 11:30hs, na Aula João Paulo II, será anunciado o Congresso Internacional com tema: "O Embrião humano na fase de Pré-Implante. Aspectos científicos e considerações bioéticas." Esse Congresso acontecerá nos dias 27 e 28 de fevereiro na Aula Nova do Sínodo, no Vaticano, quando se dará a XII Assembléia Geral pelos direitos a vida. Para ver original: Click Aqui Voltar ao Topo da Página
Nosso Padre Provincial, Frei Geraldo Afonso, promoveu esse encontro com nossos estudantes, de 15 a 28 de janeiro,
aproveitando o tempo de férias para haver um tempo próprio para uma convivência fraterna entre os próprios frades:
estudantes das duas comunidades (teologia e filosofia) e entre os formadores das mesmas. Ao mesmo tempo promovendo
formação espiritual carmelitana. O número de estudantes que se encontram em São Roque são: Teologia: 6 dos 11 estudantes;
Filosofia: 18 dos 20; Formadores da Teologia e Filosofia. Sejam todos bem-vindos
a nossa comunidade de São Roque. No primeiro dia de encontro tiveram aulas com o Sub-Procurador Geral da República, Dr. Francisco Alberto Nobrega e do dia 17 ao 19, tiveram formação com nossas irmãs monjas carmelitas, Irmã Cecília e Irmã Silvana, do Mosteiro de Cariacica, Vitória-ES. Voltar ao Topo da Página
DISCORSO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI AI RELIGIOSI, ALLE RELIGIOSE E AI MEMBRI DI ISTITUTI SECOLARI
E DI SOCIETÀ DI VITA APOSTOLICA DELLA DIOCESI DI ROMA Aula Paolo VI - Sabato, 10 dicembre 2005 Signor Cardinale, venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Presbiterato, cari fratelli e care sorelle! E’ una grande gioia per me incontrarvi quest’oggi nel clima spirituale dell’Avvento, mentre ci prepariamo al Santo Natale. Saluto con affetto ciascuno di voi, religiosi e religiose, membri di Istituti secolari e di nuove forme di vita consacrata, presenti nella Diocesi di Roma, dove svolgete un servizio quanto mai apprezzato, ben inserendovi nelle varie realtà sociali e pastorali. Un pensiero particolare rivolgo a quanti vivono nei monasteri di vita contemplativa e che sono a noi spiritualmente uniti, come pure alle persone di vita consacrata provenienti dall’Africa, dall’America Latina e dell’Asia che studiano a Roma o qui trascorrono un tratto della loro esistenza, partecipando essi pure attivamente alla missione della Chiesa che è nella Città. Un saluto fraterno rivolgo al Cardinale Camillo Ruini, che ringrazio per le parole rivoltemi a nome di tutti. Da sempre i consacrati e le consacrate costituiscono nella Chiesa di Roma una preziosa presenza, anche perché offrono una peculiare testimonianza dell’unità e dell’universalità del Popolo di Dio. Vi ringrazio per il lavoro che svolgete nella vigna del Signore, per l’impegno che ponete nell’affrontare le sfide che l’odierna cultura pone all’evangelizzazione in una metropoli ormai cosmopolita com’è la nostra. Il complesso contesto sociale e culturale della nostra Città nel quale vi trovate ad agire domanda da parte vostra, oltre una costante attenzione alle problematiche locali, una coraggiosa fedeltà al carisma che vi contraddistingue. Sin dalle origini, in effetti, la vita consacrata si è caratterizzata per la sua sete di Dio: quaerere Deum. Vostro primo e supremo anelito sia, pertanto, testimoniare che Dio va ascoltato e amato con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze, prima di ogni altra persona e cosa. Non abbiate paura di presentarvi, anche visibilmente, come persone consacrate, e cercate in ogni modo di manifestare la vostra appartenenza a Cristo, il tesoro nascosto per il quale avete lasciato tutto. Fate vostro il ben noto motto programmatico di San Benedetto: "Niente sia anteposto all'amore di Cristo". Certo, tante sono le sfide e le difficoltà che voi oggi incontrate, impegnati come siete su vari fronti. Nelle vostre residenze e nelle opere apostoliche voi siete ben inseriti nei programmi della Diocesi collaborando nei vari rami dell’azione pastorale, grazie anche al collegamento che svolgono gli organismi di rappresentanza della vita consacrata come la Conferenza Italiana Superiori Maggiori e l’Unione delle Superiore Maggiori d’Italia, il Gruppo Istituti Secolari e l’Ordo Virginum. Proseguite su questo cammino rinsaldando la vostra fedeltà agli impegni assunti, al carisma di ogni vostro Istituto e agli orientamenti della Chiesa locale. Tale fedeltà, lo sapete, è possibile quando ci si mantiene fermi nelle piccole, ma insostituibili fedeltà quotidiane: anzitutto fedeltà alla preghiera e all’ascolto della Parola di Dio; fedeltà al servizio degli uomini e delle donne del nostro tempo, secondo il proprio carisma; fedeltà all'insegnamento della Chiesa, a partire da quello sulla vita consacrata; fedeltà ai sacramenti della Riconciliazione e dell'Eucaristia, che ci sostengono nelle situazioni difficili della vita. Parte costitutiva della vostra missione è poi la vita comunitaria. Impegnandovi a realizzare comunità fraterne, voi mostrate che grazie al Vangelo anche i rapporti umani possono cambiare, che l’amore non è un'utopia, ma anzi il segreto per costruire un mondo più fraterno. Il Libro degli Atti degli Apostoli, dopo la descrizione della fraternità realizzata nella comunità dei cristiani, rileva, quasi come logica conseguenza, che "la Parola si diffondeva e si moltiplicava grandemente il numero dei discepoli" (At 6,7). La diffusione della Parola è la benedizione che il Padrone della messe dà alla comunità che prende sul serio l'impegno di far crescere la carità nella fraternità. Cari fratelli e sorelle, la Chiesa ha bisogno della vostra testimonianza, ha bisogno di una vita consacrata che affronti con coraggio e creatività le sfide del tempo presente. Di fronte all'avanzata dell'edonismo, a voi è richiesta la coraggiosa testimonianza della castità, come espressione di un cuore che conosce la bellezza e il prezzo dell'amore di Dio. Di fronte alla sete di denaro, la vostra vita sobria e pronta al servizio dei più bisognosi ricorda che Dio è la ricchezza vera che non perisce. Di fronte all'individualismo e al relativismo, che inducono le persone ad essere unica norma a se stesse, la vostra vita fraterna, capace di lasciarsi coordinare e quindi capace di obbedienza, conferma che voi ponete in Dio la vostra realizzazione. Come non auspicare che la cultura dei consigli evangelici, che è la cultura delle Beatitudini, possa crescere nella Chiesa, per sostenere la vita e la testimonianza del popolo cristiano? Il Decreto conciliare Perfectae caritatis, di cui commemoriamo quest'anno il quarantesimo anniversario di promulgazione, afferma che le persone consacrate "davanti a tutti i fedeli sono un richiamo di quella mirabile unione operata da Dio e che si manifesterà nel secolo futuro, mediante la quale la Chiesa ha Cristo come unico suo Sposo" (n. 12). La persona consacrata vive nel tempo, ma il suo cuore è proiettato oltre il tempo e all’uomo contemporaneo spesso assorbito dalle cose del mondo testimonia che il suo vero destino è Dio stesso. Grazie, cari fratelli e sorelle, per il servizio che rendete al Vangelo, per il vostro amore ai poveri e ai sofferenti, per il vostro sforzo nel campo dell'educazione e della cultura, per l'incessante preghiera che si innalza dai monasteri, per la multiforme attività che voi svolgete. La Vergine Santa, modello di vita consacrata, vi accompagni e vi sostenga perché possiate essere per tutti "segno profetico" del regno dei cieli. Io vi assicuro il mio ricordo nella preghiera e di cuore tutti vi benedico. Link: Click Aqui Voltar ao Topo da Página
SOLENIDADE DA IMACULADA CONCEIÇÃO DA BEM-AVENTURADA VIRGEM MARIA ORAÇÃO DO PAPA BENTO XVI 8 de Dezembro de 2005 Vim neste dia dedicado a Maria, pela primeira vez como Sucessor de Pedro, aos pés da imagem da Imaculada aqui, na Praça de Espanha, percorrendo idealmente a peregrinação tantas vezes feita pelos meus Predecessores. Sinto que me acompanham a devoção e o afecto da Igreja que vive nesta cidade de Roma e no mundo inteiro. Trago comigo as preocupações e as esperanças da humanidade deste nosso tempo, e venho colocá-las aos pés da celeste Mãe do Redentor. Neste dia singular, que recorda o quadragésimo aniversário do encerramento do Concílio Vaticano II, volto com o pensamento ao dia 8 de Dezembro de 1965 quando, precisamente no final da homilia da Celebração eucarística na Praça de São Pedro, o Servo de Deus Paulo VI dirigiu o seu pensamento a Nossa Senhora "a Mãe de Deus e nossa Mãe espiritual... a criatura na qual a imagem de Deus se reflecte com nitidez absoluta, sem perturbação alguma, como acontece ao contrário com cada criatura humana". O Papa depois perguntava: "Não é, porventura, fixando o nosso olhar nesta Mãe e Rainha, espelho nítido e sagrado da infinita Beleza, que pode... começar o nosso trabalho pós-conciliar? Não se torna para nós esta beleza de Maria Imaculada um modelo inspirador? Uma esperança confortadora?". E concluía: "Nós pensamos isto para nós e para vós; esta é a nossa saudação mais nobre e, queira Deus, a mais válida!" (Insegnamenti di Paolo VI, III 1965, p. 746). Paulo VI proclamou Maria "Mãe da Igreja", e a ela confiou para o futuro a fecunda aplicação das decisões conciliares. Recordando os numerosos acontecimentos que marcaram os quarenta anos transcorridos, como não reviver hoje os vários momentos que distinguiram o caminho da Igreja neste período? Nossa Senhora amparou durante estes quatro decénios os Pastores e, em primeiro lugar, os Sucessores de Pedro no seu exigente ministério ao serviço do Evangelho; guiou a Igreja para a fiel compreensão e aplicação dos documentos conciliares. Por isso, fazendo-me voz de toda a Comunidade eclesial, gostaria de agradecer à Virgem Santíssima e dirigir-me a ela com os mesmos sentimentos que animaram os Padres conciliares, os quais dedicaram precisamente a Maria o último capítulo da Constituição dogmática Lumen gentium, realçando a indescritível relação que une a Virgem à Igreja. Sim, desejamos agradecer-te, Virgem Mãe de Deus e nossa Mãe amadíssima, pela tua intercessão em favor da Igreja. Tu, que ao aceitar sem hesitações a vontade divina, te consagraste com todas as tuas forças à pessoa e à obra do teu Filho, ensinando-nos a guardar no coração e a meditar em silêncio, como tufizeste,osmistérios da vida de Cristo. Tu, que fostes até ao Calvário, sempre profundamente unida ao teu Filho, que na cruz te deu como mãe ao discípulo João, faz com que também nós te sintamos sempre próxima a cada passo da nossa existência, sobretudo nos momentos de sombras e de provações. Tu, que no Pentecostes, juntamente com os Apóstolos em oração, imploraste o dom do Espírito Santo para a Igreja nascente, ajuda-nos a perseverar no seguimento fiel de Cristo. A ti dirigimos com confiança o olhar, em "sinal de esperança certa e de conforto, enquanto não vier o dia do Senhor" (n. 68). A ti, Maria, invocam com oração insistente os fiéis de todas as partes do mundo para que, glorificada no céu entre os anjos e os santos, intercedas por nós junto do teu Filho "enquanto todas as famílias dos povos, quer as que se distinguem pelo nome cristão, quer as que ainda ignoram o seu Salvador, em paz e concórdia estejam felizmente reunidas num só povo de Deus, para glória da santíssima e indivisível Trindade" (n. 69). Amém! Link: Click Aqui Voltar ao Topo da Página
VATICANO, 2005-11-29 (ACI).- O Papa Bento XVI concederá a indulgência plenária na próxima solenidade da Imaculada
Conceição, a todos os fiéis que, seguindo as condições habituais para obter tal dom, participem no dia 8 de dezembro
de um rito sagrado em honra à Virgem ou testemunhem sua devoção Mariana diante da uma imagem da Imaculada.
Assim o assinala um decreto publicado nesta terça-feira assinada pelo Penitenciário Maior da Santa Igreja Romana,
Cardeal James Francis Stafford. O texto lembra que nessa data completarão os 40 anos desde que o Servo de Deus, o
Papa Paulo VI, "ao encerrar o Concílio Ecumênico Vaticano II dedicava grandes elogios a Nossa Senhora que, ao ser
Mãe de Cristo, é Mãe de Deus e Mãe espiritual de todos nós". "Nesta solenidade, o Sumo Pontífice Bento XVI,
quando prestar em Roma pública homenagem de louvor à Virgem Imaculada, deseja vivamente que toda a Igreja se uma
com o coração a ele, para que todos os fiéis, reunidos em nome da Mãe comum, fortaleçam na fé, adiram-se com maior
entrega a Cristo e amem a seus irmãos com caridade mais fervorosa: daqui procedem, como ensinou com grande sabedoria
o Concílio Vaticano II, as obras de misericórdia com os indigentes, o respeito da justiça, a tutela e a busca da paz".
O decreto comunica que o Papa "concedeu o dom da indulgência plenária, que se pode obter com as condições habituais
(confissão sacramental, Comunhão eucarística e oração pelas intenções do Papa), com a alma afastada do pecado,
na próxima solenidade da Imaculada Conceição, se os fiéis participarem de um sacro rito em honra da Virgem ou se,
pelo menos, oferecem um aberto testemunho de devoção Mariana frente a uma imagem da Imaculada exposta à veneração
pública, rezando o Pai Nosso, o Credo e alguma invocação à Imaculada".
O documento termina lembrando que os fiéis que "por doença ou justa causa" não possam participar de um rito
público ou venerar uma imagem da Virgem, "poderão obter o mesmo dom de indulgência em sua própria casa ou no
lugar onde se encontrem se, com ânimo afastado do pecado e o propósito de cumprir as condições necessárias apenas
lhes seja possível, unem-se em espírito e desejo às intenções do Sumo Pontífice, orando à Imaculada e rezando o
Pai Nosso e o Credo".
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VATICANO, 2005-11-29 (ACI) - A Sala de Imprensa da Santa Sé publicou hoje a versão oficial da Instrução da Congregação
para a Educação Católica que descarta definitivamente a admissão ao sacerdócio de pessoas com tendências homossexuais
arraigadas. A Instrução "Sobre os critérios de discernimento vocacional das pessoas com tendências homossexuais em
vista a sua admissão ao seminário e às Ordens Sagradas" foi aprovada pelo Papa Bento XVI em 31 de agosto passado.
O Cardeal Zenon Grocholewski, Prefeito da Congregação para a Educação Católica, assinou-o em Roma em 4 de novembro de
2005, memória de São Carlos Borromeu, Padroeiro dos Seminários.
Conforme se antecipou há alguns dias, o documento de seis páginas esclarece que os candidatos ao sacerdócio devem
alcançar uma maturidade afetiva que lhes permita estabelecer uma "relação correta" com homens e mulheres "desenvolvendo
nele um verdadeiro sentido da paternidade espiritual para a comunidade eclesiástica que lhe será confiada".
Do mesmo modo, recorda que o Catecismo distingue entre atos e tendências homossexuais. Os atos "se apresentam como
pecados graves" e são considerados "intrinsecamente imorais e contrários à lei natural" pelo que não podem ser
aprovados em nenhum caso. Sobre as tendências homossexuais "profundamente arraigadas", a instrução precisa que estas
"são também objetivamente desordenadas e freqüentemente constituem uma provação".
Entretanto, precisa que estas pessoas "devem ser acolhidas com respeito e delicadeza" e deve ser evitada "toda discriminação
injusta" pois "estão chamadas a realizar a vontade de Deus em sua vida e a unir ao sacrifício da cruz do Senhor as
dificuldades que podem encontrar". A instrução sustenta que "respeitando profundamente as pessoas em questão, não se
pode admitir no Seminário e as Ordens Sagradas aqueles que praticam a homossexualidade, apresentam tendências
homossexuais profundamente arraigadas ou apóiam a assim chamada 'cultura gay'".
O documento precisa que estas pessoas se encontram "em uma situação que obstaculiza gravemente sua reta relação com
homens e mulheres. Não se podem descuidar as conseqüências negativas que podem derivar da ordenação de pessoas com
tendências homossexuais profundamente arraigadas". Entretanto, esclarece que no caso de pessoas que apresentam
tendências homossexuais que pudessem ser "expressão de um problema transitivo" como "uma adolescência ainda não
terminada, estas devem estar claramente superadas ao menos três anos antes da ordenação diaconal".
O documento também recorda que os dois "aspectos inseparáveis em toda vocação sacerdotal" são "o dom gratuito de
Deus e a liberdade responsável pelo homem". Neste sentido, precisa que "só desejo de chegar a ser sacerdote não é
suficiente e não existe um direito de receber a Sagrada Ordenação".
"Compete à Igreja –em sua responsabilidade de definir os requisitos necessários para a recepção dos Sacramentos
instituídos por Cristo– discernir a idoneidade daquele que deseja ingressar no Seminário, acompanhá-lo durante os
anos da formação e chamá-lo as Ordens Sagradas, se considerar que possui as qualidades exigidas", esclarece.
Do mesmo modo, afirma que "a formação do futuro sacerdote deve articular, em uma complementariedade essencial, as
quatro dimensões da formação: Humana, espiritual, intelectual e pastoral. Neste contexto, é necessário ressaltar a
particular importância da formação humana, fundamento necessário de toda a formação. Para admitir a um candidato à
Ordenação diaconal, a Igreja deve verificar, além disso, que se tenha alcançado a maturidade afetiva do candidato ao
sacerdócio". Embora "o candidato seja o primeiro responsável por sua própria formação", a instrução precisa a
responsabilidade do bispo ou o superior no juízo sobre a idoneidade do candidato e lembra que em caso de dúvida séria,
não deve admitir sua ordenação. Também destaca o papel do diretor espiritual dos candidatos e pede "recordar as
exigências da Igreja sobre a castidade sacerdotal e a maturidade afetiva específica do sacerdote".
O diretor espiritual deve ajudar o candidato a discernir "se tiver as qualidades necessárias" e é sua obrigação
"assegurar-se que o candidato não apresente desordens sexuais incompatíveis com o sacerdócio".
"Seria gravemente desonesto que um candidato ocultasse a própria homossexualidade para acessar, não obstante tudo,
à Ordenação. Um comportamento tão falso não corresponde ao espírito de verdade, de lealdade e de disponibilidade
que deve caracterizar a personalidade daquele que afirma estar chamado a servir a Cristo e a sua Igreja no ministério
sacerdotal", acrescenta. Em sua conclusão, a Instrução reafirma a necessidade de que bispos, superiores e todos
os responsáveis "realizem um atento discernimento sobre a idoneidade dos candidatos às Ordens Sagradas, da admissão
ao Seminário até a Ordenação. Este discernimento deve ser feito à luz de uma concepção do sacerdócio ministerial em
concordância com o ensinamento da Igreja".
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VATICANO, 2005-11-29 (ACI).- Em declarações à Rádio Vaticano, o Prefeito da Congregação para a Educação Católica,
Cardeal Zenon Grocholewski, precisou que a instrução publicada hoje sobre a admissão de homossexuais nos seminários
e ordens sagradas, não discrimina estas pessoas mas sim determina alguns requisitos oportunos. O Cardeal, autor desta
instrução, precisou que esta "não implica nenhum tipo de discriminação para as pessoas homossexuais", assim como
não é discriminação que em uma escola de astronautas não se admita a quem sofre de vertigem.
"Não é uma discriminação da pessoa. É simplesmente a determinação dos requisitos que consideramos oportunos",
precisou. Segundo o Cardeal Grocholewski, "os jornais falaram que este documento como se fosse uma coisa
extraordinária" mas sua Congregação já publicou uns vinte documentos sobre a formação sacerdotal do Concílio
Vaticano II, "concernentes a distintos aspectos da formação nos seminários". O Cardeal polonês recordou que
"houve um documento sobre o celibato, sobre a castidade sacerdotal, falou-se de distintos impedimentos para
o sacerdócio. Agora, este documento não tem nada de extraordinário porque, sobre este problema da
homossexualidade, a Congregação para a Doutrina da Fé (CDF) pronunciou-se muitas vezes". Do mesmo modo, esclareceu que
a CDF se pronunciou muitas vezes a respeito porque "há uma certa desorientação" e "muitos defendem a posição segundo a
qual a condição homossexual seria uma condição normal da pessoa humana, algo assim como um terceiro gênero; ao
contrário, isto contradiz absolutamente a antropologia humana; contradiz, segundo o pensamento da Igreja, a lei
natural e o que Deus marcou na natureza humana: a bissexualidade", quer dizer a existência de dois sexos.
O Cardeal também explicou por que não pode ser admitido nos seminários nem na ordenação sacerdotal quem tem
tendências homossexuais profundamente arraigadas. "Nós estamos profundamente convencidos de que se trata de um
obstáculo para uma correta relação com homens e mulheres, com conseqüências negativas para o desenvolvimento
pastoral do Igreja", indicou. Do mesmo modo, esclareceu que "evidentemente se falarmos de tendências profundamente
arraigadas, isto significa que podem também haver tendências transitórias, que não constituem um obstáculo.
Mas nestes casos devem ter desaparecido três anos antes da ordenação diaconal". Também precisou que no caso de
sacerdotes já ordenados com tendências homossexuais, suas "ordenações sacerdotais são válidas, porque nós não
afirmamos sua invalidez". "Uma pessoa que descubra a própria homossexualidade depois da ordenação sacerdotal,
deve obviamente viver o próprio sacerdócio, deve viver a castidade. Possivelmente terá maior necessidade de ajuda
espiritual que outros, mas penso que tem que desenvolver o próprio sacerdócio da melhor maneira possível".
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Um documento do Vaticano que provocou polêmica por restringir o acesso de homossexuais ao clero foi finalmente
divulgado na terça-feira, depois de ter sido amplamente antecipado pela imprensa. O curto documento, que
adota uma linha dura sobre a posição dos homossexuais no clero, foi elogiado por conservadores e condenado por
liberais, provocando um debate que vai muito além da Igreja Católica.
Ele diz que homossexuais praticantes devem ser impedidos de serem ordenados, assim como homens com tendências
homossexuais "profundamente arraigadas" e simpatizantes da chamada cultura gay.
O documento diz que só homens que claramente superaram suas tendências homossexuais durante pelo menos três anos podem
ser admitidos no sacerdócio. Ativistas dizem que os homossexuais estão sendo usados pelo Vaticano como bodes expiatórios
por escândalos de abusos sexuais. Católicos conservadores dizem tratar-se de uma importante reforma no clero,
especialmente nos Estados Unidos, onde alguns consideram que os seminários se tornaram redutos gays.
Mas muitos liberais, dentro e fora da Igreja, consideram que a regra afastará do clero homens que seriam bons padres,
capazes de honrar seu voto de celibato. "Tendo trabalhado com bispos e padres de todo o mundo, não tenho dúvidas de que
Deus chama os homossexuais para o clero, e eles estão entre os padres mais dedicados e impressionantes que já vi",
disse o padre Timothy Radcliffe em artigo no semanário católico britânico Tablet. "E podemos presumir que Deus
continuará chamando tanto homossexuais e heterossexuais para o clero, porque a Igreja precisa dos dons de ambos",
afirmou. O documento reforça a atual política, que para muitos vinha sendo descumprida. Ele ganhou mais importância
por causa dos escândalos sexuais de 2002 nos EUA,quando vários padres foram denunciados por abusos sexuais,
especialmente contra meninos. A nova regra não afeta os homens que já são padres, apenas os que estão entrando nos
seminários. A "instrução" da Congregação do Vaticano para a Educação Católica estabelece uma diferença entre as
tendências homossexuais arraigadas e a "expressão de um problema transitório". Daí a exigência de que tais
tendências tenham sido superadas por pelo menos três anos no momento da ordenação ao diaconato, o que normalmente
ocorre um ano antes da entrada no sacerdócio pleno. Caberá agora aos diretores de seminários avaliarem se os
candidatos ao clero não "apresentam distúrbios de natureza sexual que sejam incompatíveis com o sacerdócio",
segundo o texto. Texto extraído do site MSN: REUTERS
Link:
Click AquiDocumento do Papa PAULO VI: Click Aqui Voltar ao Topo a Página
O nosso Pe. Provincial, FREI AFONSO DE SANTA TERESINHA, reuniu os nossos frades na nossa Comunidade
de São Roque para mais um evento anual do "CONSELHO PLENÁRIO". Estiveram frades das Seguintes Comunidades:
São Roque, São Paulo, Belo Horizonte, Caratinha, Piedade de Caratinga e Travessão de Campos.
Houve um primeiro momento de formação assessorado pelo Frei João Bonten, sobre Elisabete da Trindade
(na parte da manhã de 3ª feira). Na parte da tarde houve uma leitura individual de um texto sobre
"A Vida Consagrada na Escola da Eucaristia" de Mons. Franc Rodé. Na 4ª feira houve uma orientação com o Contador
responsável pelos trabalhos econômicos da Província, sobre os trabalhos que envolvem a economia da Província.
Entre outros, houve ainda, um pequeno estudo sobre o "Documento Capitular, da Província São José, 09-14 de
janeiro de 2005". Pedimos a nosso Senhor que abençõe o esforço e os trabalhos, a boa vontade e impenho, de nossos Frades,
de juntos (no auxílio mútuo), em buscar servir melhor a Igreja como Carmelitas.
O encontro iniciou na 3ª feira de manhã e terminou na 6ª feira com o almoço, às 12:30hs.
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Comunicamos ainda o falecimento da nossa querida e estimada Irmã TEREZA MARGARIDA DO CORAÇÃO DE MARIA.
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Seu falecimento se deu no dia 14/11/2005 às 01:45hs. Durante o dia foram celebradas as missas nos seguintes horários: 07:hs - 10:00hs - 15:00hs e 17:00hs. O Sepultamento se deu por volta das 18:30hs. Irmã Tereza nasceu no dia 24/12/1915 e faleceu com 89 anos, 10 meses e 14 dias; ou seja, faltando 40 dias para completar 90 anos de vida. Irmã Tereza Margarida foi a fundadora do Carmelo São José, Três Pontas - MG. Antes de fundar o Carmelo em Três Pontas, ela estava no Carmelo de Aparecida do Norte.
Comunicamos o falecimento do Bispo: Dom Geraldo do Espírito Santo, ÁVILA, Arcebispo Ordinário Militar do Brasil
e SCE da ENS 10D-I, de Brasilia. Ocorreu no dia (14/11/2005) às 7h10 em sua residência.
O sepultamento se deu dia 16/11/2005 (quarta-feira) após a Missa de Exéquias (cerimônias ou honras fúnebres)celebrada às 9h30,
na Catedral Rainha da Paz. Obrigado pelo seu trabalhho, dedicação e testemunho.
Receba as recompensas do Pai Celeste, em nome de nosso Senhor Jesus e pelo testemunho de amor filial para com
Maria, mãe dos cristão.
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